La vita dell’esemplare di Homo Sapiens studentesco tende a poter essere riassunta in due parti: la prima corrisponde a degli sporadici attimi di felici (vedi fine della sessione) ragguagliati da una quantità decisamente maggiore di momenti di insofferenza e noia (#maiunagioia vedi inizio della sessione). Oltre ai suddetti punti, è necessario sottolineare che esiste, in via formalmente non scritta e talvolta limitata, una possibilità per supplire a questa mancanza di joie de vivre. Nel mio caso è stato un seminario, ed in particolare sulla storia austriaca. Esistono queste situazione che portano il suddetto giovane accademico a rapportarsi e rendersi conto delle proprie silenti passioni e quindi, una volta elaborate, vengono affrontate e si scopre che in realtà si nutriva già da tempo immemore una qual si voglia inclinazione per un determinato tema. Ora, tutto questo ampolloso preambolo non è stato niente meno che un’esaltazione del mio spirito aulico per dirvi in due parole che mi sono persa per gli Asburgo.

Monarchia o gossip?

La casata degli Asburgo rientra tra le più antiche e potenti famiglie nobili (e qui non si parla di conti o baroni, senza nulla togliere al titolo) dell’allora zona europea (e non solo). Da quello che era il mio punto di vista, la monarchia non è mai stata un’autorità politica che amavo, anzi. La vedevo come una dittatura, passatemi il termine, sostenuta da linee genetiche con tanto di figli illegittimi e soldi.. oltre al potere incontrollato. Ora, non che in parte non sia vero, ma leggendo e rileggendo (e provocandomi turpi mentali, perché la biblioteca a vetri non aiuta a maggio) una persona può anche cambiare idea. E potrebbe scoprire che quella principessa Sissi (magari l’avete già sentita nominare 🙂 non ha solo allietato e fatto sognare tante di noi (me compresa, ma che rimanga tra noi. Devo mantenere basso il mio profilo romantico. Ho una reputazione da rispettare), ma si è anche fatta portavoce di uno stile di vita, che in un certo modo ha coniugato nobile e popolano. Oltre a ciò gli Asburgo rimangono per me, una delle famiglie nobili (compresi i Romanov) ricoperte da un affascinante campo magnetico. Una storia di una famiglia come tante, nonostante la corona, fatta da amori, mistero, ignoto oltre a potere e corona.

Innsbruck e gli Asburgo

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Una vita a sognare un salone dove poter ballare.
© TVB Innsbruck / Edi Groeger

Alla fine il preambolo è stato più lungo del previsto. Due paragrafi per dirvi in due parole che vi porto a fare un giretto in centro (strano) e vi farò conoscere lo sfarzo del barocco della Monarchia del Danubio. Una volta arrivata ad Innsbruck ho da subito notato una certa somiglianza con alcune località trentine che furono le località di soggiorno degli appartenenti alla Doppia Monarchia Austria-Ungheria (la Casata Asburgo chiamata così a partire dall’annessione dell’Ungheria nel 1848). L’allora provincia italiana dell’impero danubiano, rientrava tra le tappe preferite della famiglia. Levico Terme, Riva del Garda, senza dimenticarsi di Merano, quando l’allora città altoatesina era luogo di villeggiatura della principessa Sissi. Ognuno di questi luoghi ha sempre avuto un parco meraviglioso, oltre ad un altrettanto maestoso palazzo. Ed Innsbruck non fa eccezione. Sorto grazie a Leopoldo III e quindi ereditato dal figlio Federico IV, l’allora residenza imperiale di Innsbruck (Hofburg), venne costruita grazie ai conti di Tirolo come edificio di difesa per la città. Rimodernato e trasformato sotto Massimiliano I, la residenza imperiale subì un radicale cambiamento con Maria Teresa.

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Dettagli di quello che fu una residenza imperiale.
Foto: Arman Harutyunyan

L’imperatrice vi fece aggiungere due portoni, che ora conducono alla Maria-Theresien-Straße, in occasione delle sue due permanenze nella città tirolese. La seconda, in occasione del matrimonio del figlio, che passò in secondo piano a causa della morte del marito avvenuta proprio durante la cerimonia.

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L’Hofburg si fa portavoce del background culturale di Innsbruck, con mostre e concerti.
© TVB Innsbruck / Christof Lackner

Spinta da un amore inimmaginabile per il marito, l’imperatrice decise di chiudere la camera da letto nella residenza e trasformarla in cappella a ricordo della prematura morte dell’amato. Con un immaginato numero di stanze e cappelle, l’Hofburg è diventato il baricentro della vita culturale di Innsbruck, ospitando seminari, conferenze, un museo sugli usi e costumi della tradizione austriaca oltre a concerti e mostre.

La Chiesa di Corte

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Tra i bronzi si nascondono i fantasmi di un passato imperiale
© TVB Innsbruck / Edi Groeger.

Oltre al palazzo non manca di certo una chiesa, ed in particolare quella di corte, anche chiamata “degli uomini neri” per le 28 statue bronzee. Forse avete presente quei film con Nicholas Cage alla ricerca di ogni possibile indizio storico per raggiungere il tanto famigerato e leggendario tesoro. Ecco, l’Hofkirche mi ha ricordato molto quei film. Navate e rosoni imponenti, una fila di statue bronzee raffiguranti i re e le regine del passato che vi controllano con il loro sguardo impenetrabile.

Un altare massiccio a ricordo di quello che fu uno dei più importanti e potenti imperi del passato e colonne che si librano e sostengono tutto l’edificio. L’Hofkirche non stupisce mai: una piccola Notre Dame o un Duomo di Colonia in miniatura formato tirolese.

Il giardino imperiale

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Anche per i più piccoli c’è sempre uno spazio verde ad Innsbruck.
Foto: Arman Harutyunyan

Come detto prima, ovunque la casata avesse posato la prima pietra per un palazzo, non lontano sorgeva anche un piccolo (si fa per dire) polmone verde. Giri in carrozza, camminate ritempranti, giardini dai mille colori e un piccolo tempietto, tutto si può trovare a Hofgarten.

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Essere parte di una fiaba per un giorno.
Foto: Fabiana Villotti

Ora, il giardino imperiale, in posizione centrale e di fronte alla residenza imperiale, ospita un parco bellissimo, con mille giochi di colori dalle aiuole  che ricordano per la complessità, geometria e simmetria i migliori giardini italiani. Un tempietto stile impero sorge a poca distanza da uno stagno, dove sono solita rintanarmi (post esami), dove oggi vengono giocate non poche partite con gli scacchi giganti, che in confronto le crociate sembravano una bazzecola.

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Un posticino formato bambino.
Foto: Fabiana Villotti

Più avanti si trova la serra botanica della città, il tutto coronato da un cielo blu e corvi gracchianti. E sempre se anche voi amate la movida notturna, Hofgarten la sera si trasforma in discoteca.

Contatti e informazioni

Der Hofgarten
Rennweg 6a
6020  Innsbruck
+43 512 / 58 88 71
office@der-hofgarten.at
http://www.der-hofgarten.at

Hofkirche Tiroler Landesmuseen
Universitätsstraße 2
6020  Innsbruck
+43 512 / 59 48 95 10
volkskunstmuseum@tiroler-landesmuseen.at
http://www.tiroler-landesmuseen.at

Orari di apertura

lunedì – sabato:
ore 9.00 – 17.00

domenica e festivi:
ore 12.30 – 17.00

Hofburg
6020 Innsbruck  Rennweg 1
tel: +43 – (0)1 536 49 – 814111
fax: +43 – (0)1 536 49 – 814113

Museo
+43 (0)512 – 587 186 – 19

http://hofburg-innsbruck.at/623/php/index.php

Orari di apertura

da gennaio a dicembre
tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00,
ingresso fino alle 16.30
salvo variazioni