È stata inaugurata il 24 gennaio 2020 la rinnovata sezione dedicata alla pittura olandese all’interno del museo Ferdinandeum di Innsbruck. La bellezza delle opere viene messa in risalto dal nuovo allestimento delle sale.
Se vi trovate a passare da Museumstrasse 15 (questo l’indirizzo del Ferdinandeum) ecco quello che, tra le altre cose, potete vedere al primo piano.

Le nuove sale del Ferdinandeum di Innsbruck dedicate alla pittura e grafica olandese, Foto TLM © Wolfgang Lackner

Le nuove sale del Ferdinandeum di Innsbruck dedicate alla pittura e grafica olandese, Foto TLM © Wolfgang Lackner

Un museo in cambiamento

Questo rinnovamento rientra nel nuovo piano di presentazione del museo. L’idea, come spiega Peter Assmann, il nuovo direttore dei musei regionali tirolesi Tiroler Landesmuseen, è quella di dare dinamicità alle collezioni permanenti.
Le opere presentate nelle sale sono infatti solo una piccola parte delle vaste collezioni conservate in deposito. Si è così deciso di cambiare i pezzi esposti con una certa regolarità, in modo che ci sia sempre qualcosa di nuovo da vedere. Nei mesi passati si è cominciato con la sezione dedicata all’arte moderna. Ora è stata la volta della collezione di pittura dei Paesi Bassi.

L’opera 'Paesaggio Invernale' (1640) del pittore Frans de Momper, in mostra nelle sale del Ferdinandeum di Innsbruck dedicate alla pittura e grafica olandese, Foto © TLM

L’opera ‘Paesaggio Invernale’ (1640) del pittore Frans de Momper, in mostra nelle sale del Ferdinandeum di Innsbruck dedicate alla pittura e grafica olandese, Foto © TLM

Due secoli di pittura olandese

Sono quattro le sale dedicate alla pittura e grafica olandese interessate al cambiamento. Le opere, risalenti per lo più al XVII e XVIII secolo, sono esposte secondo criteri tematici. Paesaggi, nature morte, scene di interni, ritratti ed una nuovissima sezione dedicata alla grafica. Molto riuscita la presentazione dei dipinti, la cui fruizione viene valorizzata da una felice illuminazione e dal contrasto con le pareti, dipinte di un verde intenso, a ricordare le tipiche tappezzerie coeve ai dipinti. Tra le opere della collezione anche un Pieter Bruegel ed un Rembrandt (per un breve periodo però in prestito ad un altro museo).

L’acquaforte 'Casa contadina con figure' (1613) di Boetius à Bolswert dall’originale di Abraham Bloemaert, in mostra nelle sale del Ferdinandeum di Innsbruck dedicate alla pittura e grafica olandese, Foto © TLM

L’acquaforte ‘Casa contadina con figure’ (1613) di Boetius à Bolswert dall’originale di Abraham Bloemaert, in mostra nelle sale del Ferdinandeum di Innsbruck dedicate alla pittura e grafica olandese, Foto © TLM

Largo alle donne

Tra gli intenti dei nuovi curatori del Ferdinandeum, c’è anche quello di dare risalto alle opere di artiste donne presenti nella collezione. Così possiamo ammirare le nature morte con fiori della pittrice olandese Rachel Ruyschs. Alcune delle sue tele costavano ai suoi tempi più di un quadro di Rembrandt o di Vermeer.
L’artista Rachel Ruyschs (1664 – 1750), di famiglia colta, ebbe la possibilità di studiare arte. È stata la prima donna membro della gilda dei pittori a L’Aia e dal 1708 al 1716 pittrice di corte di Giovanni Guglielmo del Palatinato-Neuburg.
Le sue meravigliose composizioni, rientrano nella canonica pittura floreale olandese: tra gli altri fiori, preziosi tulipani (preziosi perché avevano un vero e proprio valore economico), alcuni sul punto di sfiorire; tra le foglie compaiono piccoli animali e insetti. Sono dipinti esteticamente molto belli e portatrici di un messaggio. Infatti la natura morta floreale simbolizza da un lato la ricchezza e bellezza e dall’altro la sua caducità.

La tela 'Natura morta con fiori' (1700 circa) di Rachel Ruysch, in mostra nelle sale del Ferdinandeum di Innsbruck dedicate alla pittura e grafica olandese, Foto © TLM

La tela ‘Natura morta con fiori’ (1700 circa) di Rachel Ruysch, in mostra nelle sale del Ferdinandeum di Innsbruck dedicate alla pittura e grafica olandese, Foto © TLM

Un ospite d’eccezione: Giove e Antiope di Van Dyck

Nelle sale dedicate alla pittura olandese c’è anche un ospite d’eccezione. Infatti, nell’ambito del programma ‘Zu Gast aus aller Welt’ (Ospiti da tutto il mondo), vengono esposte opere scambiate per brevi periodi con altri musei.
Così fino al 10 marzo 2020 è possibile ammirare la tela del pittore fiammingo Anton Van Dyck (1599 – 1641) intitolata ‘Giove e Antiope’.
L’opera, proveniente dal museo Wallraf-Richartz di Cologna, raffigura il mito greco in cui Giove, innamoratosi di Antiope, si trasforma in satiro per averla. Al di là dell’aneddoto raffigurato, sono la composizione e le scelte stilistiche a rendere la tela interessante. Il primo piano è lasciato ad un’Antiope lasciva e dormiente; sulla sinistra del quadro Giove si protende su di lei, mentre a destra la composizione si apre su un paesaggio rurale, che dona profondità all’intera scena.

L’opera 'Giove e Antiope' (1618) di Anton van Dyck, in mostra nelle sale del Ferdinandeum di Innsbruck fino al 10 marzo 2020, Foto TLM © Wolfgang Lackner

L’opera ‘Giove e Antiope’ (1618) di Anton van Dyck, in mostra nelle sale del Ferdinandeum di Innsbruck fino al 10 marzo 2020, Foto TLM © Wolfgang Lackner

Informazioni utili

Ferdinandeum
Museumstraße 15, Innsbruck
Aperto dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 17
Chiuso il lunedì

Biglietti
Intero 11 euro, ridotto 8 euro
Ingresso gratuito fino a 19 anni e per i possessori della Innsbruck Card, Kulturpass Tirol e Freizeitticket Tirol.