Una sfilata di moda principesca va in scena al Castello di Ambras presso Innsbruck fino al 3 ottobre 2021. In mostra circa 130 pezzi tra dipinti, capi d’abbigliamento e accessori provenienti dalle collezioni del Kunsthistorisches Museum di Vienna e del Castello di Ambras, oltre che da collezioni nazionali e internazionali.

Dal Rinascimento al Barocco: la moda non solo per piacere!

La mostra è una vera e propria chicca, per diverse ragioni. Primo perché si ha la possibilità di ammirare molti capi d’abbigliamento rinascimentali e barocchi originali, opportunità davvero rara, dal momento che i tessuti non si conservano facilmente. In secondo luogo i curatori hanno scelto di mettere al centro la rappresentazione delle mode dal Rinascimento al Barocco, esponendo capi e accessori in parallelo con i ritratti asburgici della collezione del Castello di Ambras. Così possiamo passare dall’originale alla sua ‚riproduzione‘ pittorica e capire anche il ruolo simbolico degli abiti nella raffigurazione del potere. Infine perché poter vedere oggetti così belli è davvero un piacere.

Dettaglio del ritratto del duca Augusto di Sassonia di Lucas Cranach il giovane, dopo il 1565 © KHM-Museumsverband

Dettaglio del ritratto del duca Augusto di Sassonia di Lucas Cranach il giovane, dopo il 1565 © KHM-Museumsverband

Indossare il proprio status

Prima di entrare nelle sale di mostra, che si sviluppano lungo tutto il secondo piano del castello superiore, viene messo a disposizione dei visitatori un vademecum (in tedesco o in inglese). Consiglio vivamente di prenderlo, perché la sua lettura vi accompagnerà di sala in sala, fornendovi informazioni davvero interessanti sui pezzi esposti.
I tessuti pregiati hanno rivestito da sempre un ruolo importante, come mezzi di rappresentanza e di espressione di un alto status sociale. Solo un pubblico d’élite poteva permettersi stoffe pregiate e aveva la possibilità di vestirsi all’ultima moda. I ritratti in cui personalità di spicco si lasciavano dipingere con vestiti ricercati ci forniscono ancora oggi informazioni sulle caratteristiche di questi guardaroba di un tempo. Oggi come allora, chi osserva resta affascinato dalla ricchezza di idee nella loro realizzazione e dai materiali pregiati.

Applicazioni preziose, dettaglio del ritratto del duca Mattia d’Austria © KHM-Museumsverband

Applicazioni preziose, dettaglio del ritratto del duca Mattia d’Austria © KHM-Museumsverband

L’importanza degli “accessori”

Non solo la ricchezza delle stoffe e i modelli all’ultima moda erano simbolo di potenza e ricchezza. Anche gli accessori raccontavano molto di una persona. Le calzature sono così finemente decorate e realizzate in materiali preziosi, da essere estremamente delicate: volutamente più belle che adatte a camminare. I fazzoletti orlati di prezioso pizzo, erano fatti per essere mostrati (e infatti ne vediamo diversi nei ritratti) e non per soffiarsi il naso. I guanti non erano pensati per proteggere dal freddo, ma per decorare le mani (in mostra ce n’è un paio che sono reversibili, da un lato di pelle e dall’altro di seta rossa).

Calzature femminili nella mostra "Mode Schauen" a Schloss Ambras, 1717-1730 © SKD, Foto Hans-Peter Klut

Calzature femminili nella mostra “Mode Schauen” a Schloss Ambras, 1717-1730 © SKD, Foto Hans-Peter Klut

Un’occhiata sotto la veste

Cosa indossavano i personaggi ritratti? E com’erano fatti i loro vestiti? Una moda veneziana diffusa nel ‘500 nelle corti nobiliari erano delle alte zeppe per signora. Non erano visibili, poiché le gonne arrivavano fino a terra. Slanciavano la figura, ma camminarvi era molto difficile e per evitare di cadere, le dame venivano sostenute dai servitori. Nel libro cinquecentesco di Pietro Bertelli sugli abiti della nobiltà possiamo vederli raffigurati, sbirciando sotto la gonna del figurino. Le gorgiere avevano una struttura in metallo che dava loro il giusto sostegno. Gli abiti erano arricchiti da applicazioni, dei veri e propri gioielli, che venivano cuciti sulle stoffe. I bustini settecenteschi erano fatti per assottigliare la vita delle dame, poiché l’ideale di bellezza prevedeva un “vitino da vespa”.

Bustino tardo settecentesco nella mostra "Mode Schauen" a Schloss Ambras © Germanisches Nationalmuseum, Foto Jürgen Musolf

Bustino tardo settecentesco nella mostra “Mode Schauen” a Schloss Ambras © Germanisches Nationalmuseum, Foto Jürgen Musolf

Mode curiose

Ci sono moltissime curiosità da apprendere, come per esempio dello zibellino “da cintura”. Una pelle conciata di zibellino, che si portava in vita, la cui testa era riprodotta in metalli preziosi e decorata con pietre. Serviva non solo per tenere lontane le pulci dal corpo di chi lo indossava, ma si credeva proteggesse dalle sventure. Interessante anche notare come gli abiti da bambini, riproducessero in miniatura quelli degli adulti nobili. Un altro fatto curioso riguarda l’imperatore Massimiliano II, che è stato seppellito con un cappello, adornato di piume e gioielli. Un’altra peculiarità riguarda il Duca Augusto di Sassonia e, per la precisione, i suoi pantaloni lavorati finemente a maglia di seta gialla che testimoniamo come il taglio degli abiti fosse atto a rendere visibile alcune “doti”. Nel caso di pantaloni come questi, la conchiglia di tessuto – detta “brachetta”- che racchiudeva i genitali, diventa, nel corso del Cinquecento, imbottita e rigida per rendere evidente la virilità.
E il resto ve lo lascio scoprire direttamente alla mostra!

Pantaloni del duca Augusto di Sassonia, prima del 1555, nella mostra "Mode Schauen" a Schloss Ambras © SKD, Foto Jürgen Lösel

Pantaloni del duca Augusto di Sassonia prima del 1555 nella mostra “Mode Schauen” a Schloss Ambras © SKD, Foto Jürgen Lösel

Informazioni utili

Mode schauen – Fürstliche Garderobe vom 16. bis 18. Jahrhundert
Fino al 3 ottobre 2021
Aperta tutti i giorni, dalle ore 10.00 alle 17.00

Ingresso
intero 16 euro, ridotto 12 euro
gratuito fino a 19 anni e con la Innsbruck Card

Schloss Ambras
Schlossstraße 20, Innsbruck
Parcheggio disponibile
Per raggiungere Schloss Ambras coi mezzi pubblici cerca qui

Il museo di Schloss Ambras a Innsbruck, Foto © Laura Manfredi

Il museo di Schloss Ambras a Innsbruck, Foto © Laura Manfredi