Torna la biennale Innsbruck International (dal 10 al 25 marzo 2018) e porta a Innsbruck artisti internazionali che propongono, in dieci luoghi della città, mostre, installazioni sonore e video,  performance.

L’edizione 2018, intitolata ‚Agents of social change‘ (agenti del cambiamento sociale), esplora il linguaggio comune che utilizziamo in un’epoca di condivisione sui social. La domanda di fondo é cosa significhi essere ‚vivi‘ oggi. Le risposte dei vari artisti sono molteplici.

Addie Wagenknecht alla Galerie A4, Innsbruck International - Foto Innsbruck International / WEST.Fotostudio

Addie Wagenknecht alla Galerie A4, Innsbruck International – Foto Innsbruck International / WEST.Fotostudio

Prima tappa: il cuore di Innsbruck International

Ho iniziato il mio giro dall’ufficio operativo di Innsbruck International (Adolf-Pichler-Platz 8, Innsbruck), dove é possibile acquistare i biglietti d’ingresso alle esposizioni ed eventi in programma.

Sono esposte le foto della serie ‚Zurück in Wien’ di Johanna Tinzl, risultato di una collaborazione con Helga Pollak-Kinsky, una sopravvissuta della persecuzione nazista. Helga Pollak-Kinsky dovette lasciare Vienna nel 1938, dove poi tornó a vivere nel 1957 con la famiglia. Il lavoro investiga la ricerca di una connessione con certi luoghi ed edifici, suscitando ricordi ed emozioni.

Accanto alle immagini di Johanna Tinzl viene proiettato il video ‚What matters‘, un progetto sulla dichiarazione universale dei diritti umani, ideato dal direttore del festival internazionale di letteratura di Berlino Ulrich Schreiber e realizzato dalla Fondazione Peter Weiss per l’arte e la politica durante il congresso per la democrazia e la libertà del 2017. Nel film 30 autori, attori e studenti dei cinque continenti leggono nella loro lingua gli articoli della dichiarazione dei diritti umani del 1948. Ascoltarli ne denuncia la loro attualità.

Alcune foto della serie ‚Zurück in Wien’ di Johanna Tinzl - Foto Laura Manfredi

Alcune foto della serie ‚Zurück in Wien’ di Johanna Tinzl – Foto Laura Manfredi

Seconda tappa: il collettivo Maanantai alla ricerca del sublime

Nello stesso cortile c’é la galleria Fotoforum (Adolf-Pichler-Platz 8) in cui il collettivo Maanantai riflette sul significato del romantico sublime in un paesaggio sviluppato dal turismo. Un gruppo di fotografi ha viaggiato da Helsinki alle Lofoten Islands in Norvegia per andare a fondo in questa domanda.

il collettivo Maanantai alla ricerca del sublime

Il collettivo Maanantai alla ricerca del sublime, Innsbruck International 2018 – Foto Laura Manfredi

Terza tappa: il progetto Cinématons allo Swarovski Store

Terza tappa del mio percorso e’ stato lo store di Swarovski nel centro storico della città (Herzog-Friedrich-Straße 39, Innsbruck, al primo piano). Qui, nella sala dedicata alle esposizioni, tre televisori trasmettono video che fanno parte del progetto Cinématons. Il progetto é stato creato dal videoartista Guillermo Tellechea alla fine degli anni ’70 ed é un archivio di take unici di 200 secondi in Super 8, in cui una persona viene ritratta, mostrando la vera essenza del suo essere. Qui si presentano l’artista multimediale Romana Fiechtner, l’artista e grafic designer Jürgen Bauer e il pittore Peter Blaas.

Il progetto Cinématons allo Swaroski Store, Innsbruck International - Foto Innsbruck International / WEST.Fotostudio

Il progetto Cinématons allo Swaroski Store, Innsbruck International – Foto Innsbruck International / WEST.Fotostudio

Quarta tappa: Oliver Laric all’Hofburg

Lasciato Swarovski mi sono diretta all’Hofburg (Rennweg 1). Nella maestosa Riesensaal del palazzo imperiale, Oliver Laric riflette sulle possibilità che abbiamo oggi di produrre e mettere in circolo un’immagine. Tra le altre opere mette in mostra una scansione e stampa in 3D di una Santa Veronica che si trova a Vienna, che, con la sindone di Cristo, si propone come antesignana della riproduzione di un’ immagine di cui non é autrice.

La Santa Veronica di Oliver Laric all’Hofburg, Innsbruck International 2018 – Foto Laura Manfredi

Quinta tappa: Neue Galerie con Melanie Bonajo e Marge Monko

Uscita dalle sale espositive dell’Hofburg, si attraversa il cortile diretti verso il Landestheater. Lí, sulla sinistra, sempre all’interno del palazzo, si trova la Neue Galerie (Rennweg 1). Il film di Melanie Bonajo ‚Night Soil – Fake Paradise‘ é una visione dell’artista sull’esperienza alla scoperta di sé, a seguito dell’assunzione dell’ayahuasca. C’é poi Marge Monko con due opere. La sua installazione New Romance, presenta riviste patinate di moda e profumatori d’ambiente dai nomi promettenti come ‚Forest Waters‘ o ‚Lush Hideaway’.

Marge Manko alla Neue Galerie, Innsbruck International 2018 - Foto Laura Manfredi

Marge Manko alla Neue Galerie, Innsbruck International 2018 – Foto Laura Manfredi

Sesta tappa: Marcus Coates tra voci e suoni

Lasciato l’Hofburg, si attraversa la strada e si entra nel giardino pubbligo Hofgarten, dove, nel Musikpavillon, é allestita l’installazione sonora di Marcus Coates. L’artista lavora alterando le frequenze di voci di animali e umani, trasformandoli e comparandoli tra loro. Così, ironicamente, la voce umana puó assomigliare ad il ruggito di un leone o ad un cinguettio.

Esterno del Musikpavillon all'Hofgarten, Innsbruck International 2018 - Foto Laura Manfredi

Esterno del Musikpavillon all’Hofgarten, Innsbruck International 2018 – Foto Laura Manfredi

Settima tappa: Siamo tutti connessi con Addie Wagenknecht

Ultima tappa del mio giro é la galleria A4 (Angerzellgasse 4) di fronte alla Treibhaus. Qui Addie Wagenknecht, cui é stato conferito il premio Innsbruck International 2018, sponsorizzato da Swarovski, riflette sulla nostra era, sempre connessa. Schermi trasmettono in segnali morse luminosi i tweet del Presidente Trump, in verde quando sono politically correct e in arancio quando il tono risulta aggressivo. Una sorta di lampadario di videocamere pende dal soffitto, a controllare ogni angolo dello spazio. Il gran finale é poi la stanza in cui si piangono i cellulari defunti, tra ceri funebri e fiori.

Addie Wagenknecht alla Galerie A4, Innsbruck International - Foto Innsbruck International / WEST.Fotostudio

Addie Wagenknecht alla Galerie A4, Innsbruck International – Foto Innsbruck International / WEST.Fotostudio

Informazioni utili:

Innsbruck International ha poi anche altre esposizioni a Innsbruck e allo Swarovski Kristallwelten a Wattens. Inoltre c’é un ricco programma di eventi e performance.

Tutte le informazioni sono sul sito di Innsbruck International 2018

I biglietti (15 euro intero e 12 euro ridotto) sono acquistabili presso il centro operativo della Biennale ad Adolf-Pichler-Platz 8