Diciotto artisti internazionali e un tema: il corpo. Questo è il concetto intorno a cui si costruisce la mostra intitolata ‘Mapping the body’ (Mappando il corpo), curata da Julia Brennacher, Lena Nievers e Jürgen Tabor. L’esposizione è visitabile fino al 28 agosto 2016 alla Galerie mi Taxispalais a Innsbruck, la galleria di arte contemporanea della Regione Tirolo, ospitata nello storico palazzo della famiglia nobiliare Taxis, nella centralissima Maria-Theresien-Strasse.

In mostra a 'Mapping the Body' alla Galerie im Taxispalais di Innsbruck: Rico Scagliola & Michael Meier 'Women Who Lift', 2015 (Detail) Courtesy the Artists © Rico Scagliola & Michael Meier

In mostra a ‘Mapping the Body’ alla Galerie im Taxispalais di Innsbruck:
Rico Scagliola & Michael Meier ‘Women Who Lift’, 2015 (Particolare) Courtesy the Artists © Rico Scagliola & Michael Meier

In che senso ‘mappare il corpo’?

E’ indubbio che il corpo abbia un ruolo fondamentale nella società contemporanea. Non che prima non ce l’avesse. Da che l’uomo ha iniziato ad esprimersi nei diversi campi che ha inventato per farlo (l’arte visiva, la filosofia, la letteratura, la poesia, la religione fin alla scienza e alla medicina…) sempre di corpo ha parlato, talvolta insieme o in contrapposizione alla sua eterea abitatrice: l’anima. Quindi il tema è davvero vecchio di millenni. Ma penso sia evidente a tutti che in questi ultimi decenni di accelerazione tecnologica e globalizzazione, molte cose siano cambiate (e velocemente peraltro) nel modo di concepire, raffigurare e vivere il corpo. Quindi la mostra affronta sicuramente un tema ancestrale e attualissimo allo stesso tempo.

In mostra a 'Mapping the Body' alla Galerie im Taxispalais di Innsbruck: Eva Kot'átková 'Untitled, aus der Serie Not How People Move But What Moves Them', 2012 Courtesy hunt kastner, Prag © Eva Kot'átková

In mostra a ‘Mapping the Body’ alla Galerie im Taxispalais di Innsbruck:
Eva Kot’átková ‘Untitled, aus der Serie Not How People Move But What Moves Them’, 2012 Courtesy hunt kastner, Prag © Eva Kot’átková

Un corpo, tanti corpi

I curatori della mostra hanno scelto di dare spazio ad una pluralità di voci, che esprimono aspetti legati al tema del corpo e punti di vista molto differenti, alle volte addirittura contrastanti. Quindi gli artisti invitati a far parte di ‘Mapping the body’ espongono lavori eterogenei tra di loro, per approccio e modo di esprimere la propria riflessione artistica. Non starò ora a descrivervi i lavori di ogni artista. Farò una carrellata veloce (e non esaustiva) su alcune opere in mostra, giusto per dare un’idea di come si presenta l’esposizione. Infatti non basterebbero dieci post (che peraltro non si leggerebbe nessuno) per citare gli aspetti sociologici e antropologici della questione, quindi la prendo alla leggera e via….

In mostra a 'Mapping the Body' alla Galerie im Taxispalais di Innsbruck: Laia Abril 'Tediousphilia', 2014 (Fermo immagine) Courtesy Laia Abril/INSTITUTE © Laia Abril

In mostra a ‘Mapping the Body’ alla Galerie im Taxispalais di Innsbruck:
Laia Abril ‘Tediousphilia’, 2014 (Fermo immagine) Courtesy Laia Abril/INSTITUTE © Laia Abril

Corpo mostrato, truccato, trasformato, socialmente accettato

Cosa facciamo col nostro corpo? lo mostriamo in modo esasperato, lo sovraesponiamo attraverso i canali social (pur essendo consci dei pericoli che questa estrema condivisione ci fa correre… ma non sappiamo resistere), lo trucchiamo e trasformiamo a immagine e somiglianza di un qualche modello, lo abbigliamo per farlo accettare socialmente in un determinato gruppo.
Su questo aspetto molto ironica e interessante (secondo me) la videoinstallazione ‘Make up Tutorial’ dell’artista tedesca Selma Alacam, che prende da Youtube video che insegnano come truccarsi, fatti da donne musulmane che, per i più diversi motivi, portano il velo.

In mostra a 'Mapping the Body' alla Galerie im Taxispalais di Innsbruck: Selma Alaçam 'Make up Tutorial', 2014 Courtesy the Artist © Selma Alaçam

In mostra a ‘Mapping the Body’ alla Galerie im Taxispalais di Innsbruck:
Selma Alaçam ‘Make up Tutorial’, 2014 Courtesy the Artist © Selma Alaçam

Il corpo e i suoi molti generi

E’ un corpo connotato sessualmente (ma questo lo è sempre stato nelle rappresentazioni che l’arte ne ha fatto), ma ora il confine tra i generi è labile e confuso. Anche l’aspetto della sessualità del corpo e della sua espressione in questo senso è in primo piano. Tra gli altri, proprio a riflettere sulla ‘confusione’ di generi cito il lavoro della fotografa giapponese Ryoko Suzuki, che lavora con una prospettiva queer sulle classificazioni del corpo, del desiderio e della sessualità nella sua serie di foto intitolate ‘I am…’

In mostra a 'Mapping the Body' alla Galerie im Taxispalais di Innsbruck: Ryoko Suzuki, 'I am…(no. 3)', 2011 Courtesy the Artist © Ryoko Suzuki

In mostra a ‘Mapping the Body’ alla Galerie im Taxispalais di Innsbruck:
Ryoko Suzuki, ‘I am…(no. 3)’, 2011 Courtesy the Artist © Ryoko Suzuki

Il corpo in funzione: investigato, studiato e sezionato

E’ stato scientificamente studiato in lungo e in largo il nostro corpo. Ne sappiamo molto e la ricerca fa passi da gigante, ma moltissimi suoi aspetti sono ancora oscuri. Alcuni artisti riflettono sul corpo come ‘macchina’, sulle sue funzioni e sui suoi meccanismi. Su come interveniamo su alcuni di essi e su come questi interventi ci sembrino talvolta naturali e talvolta delle manipolazioni inquietanti. Con ironia su questo tema si esprime l’artista polacca Patrycja German, che nella sua installazione e performance intitolata ‘Come Talk to me’ lavora sul potere dei feromoni (nella boccetta).

In mostra a 'Mapping the Body' alla Galerie im Taxispalais di Innsbruck: Patrycja German 'Come Talk to me', 2016 Courtesy Galerie Bernd Kugler © Patrycja German

In mostra a ‘Mapping the Body’ alla Galerie im Taxispalais di Innsbruck:
Patrycja German ‘Come Talk to me’, 2016 Courtesy Galerie Bernd Kugler © Patrycja German

E alla fine?

Alla fine della mostra si esce con tanti imput e le idee anche un po’ confuse. Ma si sa che quando si sentono tanti pareri, è bene far decantare un po’ le voci e non pensarci troppo per poi accorgersi che i pensieri e le domande sul nostro corpo contemporaneo si ripresentano nei giorni seguenti. Insomma il caso non è decisamente chiuso qui….

Interno della Galerie im Taxispalais, Innsbruck.

Interno della Galerie im Taxispalais, Innsbruck.

Informazioni utili

Mostra ‘Mapping the Body’
11 giugno –  28 agosto 2016
Galerie im Taxispalais, Galerie des Landes Tirol
Maria-Theresien-Straße 45, 6020 Innsbruck
www.galerieimtaxispalais.at

Espongono:
Laia Abril, Selma Alaçam, Natalie Bookchin, Daniele Buetti, Cassilis, Mariechen Danz, Michael Fliri, Regina José Galindo, Patrycja German, Floris Kaayk, Jakob Lena Knebl, Eva Kot’átková, Ulrike Lienbacher, Molly Lowe, Lu Yang, Anahita Razmi, Rico Scagliola & Michael Meier, Ryoko Suzuki

Orari
Da martedì a domenica  dalle 11 alle 18
Giovedì dalle 11 alle 20

Biglietti
Ingresso gratuito con la Innsbruck Card – di domenica – disabili – bambini e ragazzi fino ai 18 anni
Intero: 4 Euro
Ridotto: 2 Euro
Gruppi a partire da dieci persone: 3 euro a persona