Ha aperto da poche settimane al museo Ferdinandeum di Innsbruck la mostra ‚Goethes italienische Reise‘, dedicata al viaggio in Italia di Johann Wolfgang von Goethe. È decisamente un modo molto interessante di scoprire, di opera in opera, che idea si avesse allora della penisola e quali fossero le mete dei facoltosi viaggiatori che potevano permettersi di intraprendere il Grand Tour. E forse anche l’occasione di stupirsi scoprendo che, in questi duecento anni, non molto e’ cambiato dell’immagine che i turisti di oggi hanno dell’Italia!

La prima sala della mostra ‚Goethes italienische Reise‘ al Ferdinandeum di Innsbruck, © TLM/ Wolfgang Lackner

La prima sala della mostra ‚Goethes italienische Reise‘ al Ferdinandeum di Innsbruck, © TLM/ Wolfgang Lackner

Molto più di un ‚semplice‘ viaggio

Era già uso ai tempi di Goethe comprare dei souvenir in ricordo di un viaggio? Come ci si preparava al Grand Tour attraverso la penisola dove fioriscono i limoni? Che aspettative avevano i viaggiatori di allora? Tutte questi aspetti legati al viaggio in Italia vengono presentati in mostra. Il piano terra è dedicato alla figura di Goethe come icona, alla preparazione del viaggio nel suo studio a Weimar, che a quei tempi era un centro culturale importante, con un forte interesse verso l’italianità. E ancora, tra le varie opere d’arte, libri e stampe esposti, ci si fa un’idea delle aspettative che il viaggio in Italia suscitava: tra interesse per l’arte e l’architettura antiche e il folklore, senza dimenticare una certa visione ‚bucolica‘ che la cultura legava alla vita in questo Paese.

„Paesaggio italiano“ di Johann Wolfgang von Goethe, © Salzburg Museum, nella mostra ‚Goethes italienische Reise‘ al Ferdinandeum di Innsbruck.

„Paesaggio italiano“ di Johann Wolfgang von Goethe, © Salzburg Museum, nella mostra ‚Goethes italienische Reise‘ al Ferdinandeum di Innsbruck.

Alla scoperta dell’Italia di Goethe

Al primo piano il viaggio ha inizio. I visitatori possono prendere una cartina dell’itinerario di Goethe, in cui sono indicate le sue principali tappe. Dedicate a queste tappe ci sono delle isole tematiche, che le raccontano con dipinti dell’epoca, scritti e disegni di Goethe stesso. Passato il Brennero, si ferma qualche giorno a Venezia – che lo mette alla prova con i suoi mille ponti, come succede ancora oggi a noi! Goethe si concede solo brevi tappe lungo il percorso, ad esempio sul Lago di Garda, a Verona, Padova, Firenze… perché il suo vero obiettivo era Roma, dove aveva fretta di arrivare e dove resta per molti mesi. E poi ancora Napoli, la Campagna e la Sicilia. Il viaggio dura all’incirca 2 anni, dal settembre 1786 al giugno 1788. Goethe deve ringraziare la duchessa Anna Amalia di Weimar che lo mette nelle condizioni di intraprendere il Grand Tour, visto che di solito solo i nobili potevano permettersi questo viaggio di formazione.

Uno scorcio della mostra ‚Goethes italienische Reise‘ al Ferdinandeum di Innsbruck, © TLM/ Wolfgang Lackner

Uno scorcio della mostra ‚Goethes italienische Reise‘ al Ferdinandeum di Innsbruck, © TLM/ Wolfgang Lackner

Un viaggio tra arte e storia, natura e paesaggio, cultura e folklore

Molti sono gli interessi che Goethe può coltivare con il suo viaggio. Lo scrittore, che allora era trentasettenne ed era già noto per il suo libro ‚I dolori del giovane Werther‘, parte sotto falso nome, per poter viaggiare tranquillamente senza troppe noie. Attraverso l’Italia approfondisce la sua conoscenza di botanica ammirando esemplari di piante che finora aveva studiato solo sui libri; raccoglie minerali, guarda con interesse strutturale le architetture, ammira le sculture e le opere d’arte antiche e rinascimentali, dà spazio alla sua passione per la musica, non solo alta, ma anche religiosa e popolare. E naturalmente… parla italiano! Il viaggio, con le sue varie e diverse esperienze, nutre la curiosità di Goethe per la vita, nei suoi vari aspetti. Ne torna infatti profondamente cambiato: e’ stato per lui un vero viaggio di riscoperta di sé, come dichiara lui stesso. Il racconto della sua ‚avventura‘ viene poi raccolto nel suo celeberrimo libro ‚Viaggio in Italia’ pubblicato quasi trent’anni dopo.

„L’eruzione del Vesuvio visto dal Golfo di Napoli“ di Michael Wutky (1780 circa) © Gemäldegalerie der Akademie der bildenden Künste Wien

„L’eruzione del Vesuvio visto dal Golfo di Napoli“ di Michael Wutky (1780 circa) © Gemäldegalerie der Akademie der bildenden Künste Wien, nella mostra ‚Goethes italienische Reise‘ al Ferdinandeum di Innsbruck.

Un punto di vista contemporaneo

Come d’abitudine al Ferdinandeum, non manca spazio per opere d’arte contemporanea, che sono legate tematicamente alla mostra, proponendo così punti di vista diversi – anche temporalmente – sullo stesso tema. Si parte con la serigrafia di Goethe dell’artista americano della Pop Art, Andy Warhol, che lavora sul tema delle icone ‚popolari‘. C’è poi il reportage della fotografa Barbara Klemm, che scatta e reinterpreta i luoghi del viaggio in Italia di Goethe. Una sala, al termine della mostra, espone poster e dépliants turistici del secolo scorso che promuovono l’Italia, mostrando il processo di costruzione dell’immagine di un Paese ai fini di promozione turistica. E, last but no least, l’opera di Simona Obholzer ‚Große simple Linie‘, che cita una frase di Goethe e invita ad una riflessione sulla ‚relatività‘ della prospettiva.

L’opera di Simona Obholzer nella mostra ‚Goethes italienische Reise‘ al Ferdinandeum di Innsbruck, © TLM/ Wolfgang Lackner

L’opera di Simona Obholzer nella mostra ‚Goethes italienische Reise‘ al Ferdinandeum di Innsbruck, © TLM/ Wolfgang Lackner

Informazioni utili

La mostra
“Goethes italienische Reise.
Eine Hommage an ein Land, das es niemals gab”
Fino al 26 ottobre 2020

Dove
Ferdinandeum
Museumstraße 15, 6020 Innsbruck

Orari
Da martedì a domenica, dalle 10 alle 18
Chiuso il lunedì

Biglietti
intero 12 euro, ridotto 9 euro
ingresso gratuito fino a 19 anni, per i possessori di Innsbruck Card, Freizeitticket Tirol e Kulturpass Tirol