Girovagando per il Volkskunstmuseum di Innsbruck, il museo di arte popolare, vi imbatterete nelle opere dell’artista irlandese Gareth Kennedy, maschere lignee che ritraggono personaggi chiave nella vicenda della ricerca dell’identità etnografica del Sudtirolo nel 1900. La mostra ‘Die unbequeme Wissenschaft’ è aperta fino al 29 gennaio ed è realizzata in collaborazione con il centro artistico e culturale Künstlerhaus Büchsenhausen di Innsbruck. Si tratta di una riflessione d’artista sulle vicende vissute dai sudtirolesi a partire dalla fine della prima guerra mondiale.

La mostra 'Gareth Kennedy. Die unbequeme Wissenschaft' al Volkskunstmuseum di Innsbruck © Wolfgang Lackner

La mostra ‘Gareth Kennedy. Die unbequeme Wissenschaft’ al Volkskunstmuseum di Innsbruck © Wolfgang Lackner

Il Sudtirolo e l’Italia: uniti ma diversi

La storia del Sudtirolo a partire dal primo dopoguerra è un argomento di cui si parla di recente. Perché, non saprei. Forse c’entra il successo dell’interessante libro dell’italiana Francesca Melandri intitolato ‘Eva Dorme’ (di cui vi consiglio la lettura per come vengono narrati i fatti storici del Sudtirolo) che racconta proprio di questo periodo, intrecciando la storia della regione alle vicende dei personaggi del romanzo; o forse perchè ora c’è la distanza necessaria per raccontare quello che è successo con un distacco critico non influenzato dalle ideologie.

Maschera-ritratto in legno di Josef Ringler intagliata da Florian Siegl per il progetto artistico 'Die unbequeme Wissenschaft' di Gareth Kennedy, in mostra al Volkskunstmuseum di Innsbruck © Wolfgang Lackner

Maschera-ritratto in legno di Josef Ringler intagliata da Florian Siegl per il progetto artistico ‘Die unbequeme Wissenschaft’ di Gareth Kennedy, in mostra al Volkskunstmuseum di Innsbruck © Wolfgang Lackner

L’opzione: andarsene o diventare italiani

Al termine della prima guerra mondiale, con l’annessione del Sudtirolo all’Italia, si ha a che fare con una regione connotata da lingua, cultura e tradizioni decisamente diverse da quelle del resto della penisola. L’opzione (Die Option) che venne data ai Sudtirolesi era quella di scegliere tra ’emigrare’ nel Tirolo austriaco, abbandonando le loro case e le loro valli o rimanere in un paese che era vissuto da loro come ‘straniero’. Con la salita al potere di Mussolini, per chi aveva deciso di rimanere, inizia il programma di italianizzazione della regione, che, tra le altre cose, prevedeva l’obbligo di parlare la ‘sconosciuta’ lingua italiana.

L'artista Gareth Kennedy alla 'sua' mostra 'Die unbequeme Wissenschaft' al Volkskunstmuseum di Innsbruck ©TLM

L’artista Gareth Kennedy alla ‘sua’ mostra ‘Die unbequeme Wissenschaft’ al Volkskunstmuseum di Innsbruck ©TLM

Gareth Kennedy e la questione Sudtirolese

L’artista irlandese Gareth Kennedy esprime con l’arte il suo punto di vista su questi avvenimenti. Le opere esposte fanno parte del progetto ‘Die unbequeme Wissenschaft’ (La scienza scomoda) che dà il titolo alla mostra e sono il punto d’arrivo di una ricerca iniziata nel 2014 a Bolzano dall’artista che, per la sua indagine ha incontrato archeologi, antropologi, archivisti, artigiani, geografi, etnologi e anche intagliatori di maschere in legno.
La scienza scomoda cui Kennedy si riferisce è l’antropologia sociale, che particolarmente nell’ultimo secolo, si è permessa di tracciare una linea tra gli aspetti autentici della cultura e quelli ‘no’, vietando ed estirpando questi ultimi.

Machera-ritratto in legno di Arthur Scheler intagliata da Walter Maffei per il progetto artistico 'Die unbequeme Wissenschaft' di Gareth Kennedy, in mostra al Volkskunstmuseum di Innsbruck © Wolfgang Lackner

Maschera-ritratto in legno di Arthur Scheler intagliata da Walter Maffei per il progetto artistico ‘Die unbequeme Wissenschaft’ di Gareth Kennedy, in mostra al Volkskunstmuseum di Innsbruck © Wolfgang Lackner

Nella Stube le domande ‘scomode’ sull’origine delle tradizioni

Gareth Kennedy ha individuato 7 personalità storiche che nell’ultimo secolo si sono occupate a vario titolo di documentare le origini della cultura sudtirolese e tirolese e di definire quali tradizioni fossero ‘giuste’ e quali no. Di essi ha fatto realizzare delle maschere-ritratto lignee da diversi artisti-intagliatori e le ha ‘installate’ in modo suggestivo nelle Stuben gotiche provenienti dal Sudtirolo, esposte nel Volkskunstmuseum di Innsbruck.
Le maschere sono come su un palcoscenico nella Stube, la stanza della tipica casa tirolese dove si svolgeva la gran parte della vita domestica, luogo di teatro e di rappresentazione,  luogo di incontro e di confronto. Insomma il luogo ideale per domande ‘scomode’ sulla ricerca e la salvaguardia delle ‘vere’ tradizioni.

Ci sono domande?

Machera-ritratto in legno di Gertrud Pesendorfer intagliata da Martin Egger per il progetto artistico 'Die unbequeme Wissenschaft' di Gareth Kennedy, in mostra al Volkskunstmuseum di Innsbruck © Wolfgang Lackner

Maschera-ritratto in legno di Gertrud Pesendorfer intagliata da Martin Egger per il progetto artistico ‘Die unbequeme Wissenschaft’ di Gareth Kennedy, in mostra al Volkskunstmuseum di Innsbruck © Wolfgang Lackner

Informazioni utili

‘Gareth Kennedy. Die unbequeme Wissenschaft ‘
14 ottobre 2016 – 29 gennaio 2017
aperto da lunedì a domenica, dalle 9 alle 17
Tiroler Volkskunstmuseum
Universitätsstrasse 2, 6020 Innsbruck

Biglietti

Ingresso intero: 11 euro
(Valido per visitare il Volkskunstmuseum, il Ferdinandeum, il Tirol PanoramaZeughaus e la Hofkirche)
Ingresso ridotto: 8 euro
(Over 65, studenti fino a 27 anni, gruppi da 10 persone, Tiroler Familienpass, ÖBB Vorteilscard, Ö1 Club Card)
Ingresso gratuito
(Bambini e ragazzi fino a 19 anni, con la Innsbruck Card, soci ICOM, Freizeitticket Tirol)