Presso il Tiroler Volkskunstmuseum di Innsbruck é stata allestita la mostra “Al lavoro”, che si può visitare fino al 26 ottobre 2021. Vengono prese in esame le molte sfaccettature della presenza trentina nell’attuale Nordtirolo nella fascia temporale intercorsa dal Congresso di Vienna (1815) fino agli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale. Lo sapevate che fino alla prima metà dell’800 l’attuale Nordtirolo era praticamente bilingue? Si parlava il tedesco, ma anche l’italiano. Infatti più del 40% della popolazione della Contea Principesca del Tirolo era di madrelingua italiana. Nei cento anni successivi però le cose sono molto cambiate.

Due lingue: italiano e tedesco

Fino agli anni ’40 dell’Ottocento la Contea del Tirolo, che include a sud i Principati Vescovili di Bressanone e Trento e a nord quello di Salisburgo, è praticamente bilingue. Dal 1814 le leggi e le ordinanze vengono pubblicate in entrambe le lingue e, nei licei, il tedesco e l’italiano sono insegnati alternativamente come lingua straniera. Tutto questo favorisce il flusso tra le diverse regioni del paese, soprattutto all’interno delle élites sociali. La Contea del Tirolo si presenta come un’area caratterizzata dalla diversità e dalla pace sociale. Sebbene ci siano degli attriti, le aspirazioni nazionalistiche non giocano ancora un ruolo decisivo. Il bilinguismo è un vantaggio, soprattutto dal punto di vista economico e la fede cattolica è il collante di queste due culture.

Una sezione della mostra 'Al lavoro!' al Tiroler Volkskunstmuseum di Innsbruck, © Wolfgang Lackner

Una sezione della mostra ‘Al lavoro!’ al Tiroler Volkskunstmuseum di Innsbruck, © Wolfgang Lackner

Emigrazione per motivi di lavoro

Con l’industrializzazione e la costruzione della ferrovia, comincia l’emigrazione per motivi lavorativi. Molti trentini, in modo particolare dal 1855, si spostano nel Tirolo del Nord. La nascente industria tessile impiega principalmente le donne, mentre gli uomini sono occupati nel settore edile e nella costruzione delle reti ferroviarie e dei tunnel. Gli sbocchi professionali sono molto vari perché diversi trentini trovano occupazione come impiegati statali o come domestici.  Altri decidono di studiare all’Università di Innsbruck, altri ancora lavorano come artisti, ma non sempre sono accolti a braccia aperte. Nei 50 anni successivi il crescente nazionalismo favorisce la discriminazione nei confronti dei madrelingua italiani e si arriva all’apice con i cosiddetti ‘Fatti di Innsbruck’ del 1904, che vedono uno scontro violento tra i nazionalisti tedeschi e gli studenti italiani all’Università di Innsbruck.

Locomotiva "Sterzing", utilizzata per la costruzione della tratta ferroviaria del Brennero, 1864-67 © Tiroler Landesmuseen

Locomotiva ‘Sterzing’, utilizzata per la costruzione della tratta ferroviaria del Brennero, 1864-67 © Tiroler Landesmuseen

Le tante facce dell’emigrazione

Largo spazio in mostra è dato alla vita delle persone. Così scrivono i curatori Karl C. Berger, Gerhard Hetfleisch e Antonia Pidner nel testo introduttivo alla mostra: “Quali furono le cause di questa migrazione? Quali situazioni di crisi la determinarono? In che misura l’afflusso di immigrati influenzò la convivenza sociale? E che effetti ebbero quegli sviluppi fino ai giorni nostri? La mostra non intende ricostruire le origini di questo fenomeno migratorio, ma piuttosto focalizzarne le ricadute sociali, economiche e politiche, evidenziando, con la dovuta distanza, un contesto storico assai simile a quello che segna il dibattito contemporaneo.”

Album fotografico dei lavoratori della ferrovia dell’Arlberg nella mostra 'Al lavoro!' al Tiroler Volkskunstmuseum di Innsbruck, © Tiroler Landesmuseen

Album fotografico dei lavoratori della ferrovia dell’Arlberg nella mostra ‘Al lavoro!’ al Tiroler Volkskunstmuseum di Innsbruck, © Tiroler Landesmuseen

Raccolta di materiale presso il Tiroler Volkskunstmuseum

Con testi, oggetti, fotografie, contributi video e audio in tre lingue (tedesco, italiano e inglese), la mostra permette di approfondire le tante facce di questo fenomeno. Una sezione è stata pensata per l’interazione e la riflessione del pubblico. A prescindere dal periodo storico analizzato dalla mostra, ci si interroga su cosa sia la migrazione, su quante persone scelgano di vivere in un altro paese e di cosa sia quel luogo chiamato ‘casa’.

Vorrei concludere questo articolo con un’importante azione di raccolta di materiali indetta dal Tiroler Volkskunstmuseum. Molte sono le storie di migrazione trentina nel Nordtirolo: una buona parte di queste sono sconosciute. Chi avesse storie da raccontare, fotografie e altri documenti relativi a questo movimento migratorio può mettersi in contatto direttamente col museo (volkskunstmuseum@tiroler-landesmuseen.at).

Una sezione della mostra 'Al lavoro!' al Tiroler Volkskunstmuseum di Innsbruck, © Wolfgang Lackner

Una sezione della mostra ‘Al lavoro!’ al Tiroler Volkskunstmuseum di Innsbruck, © Wolfgang Lackner

Informazioni utili

Al lavoro!
Über die Zuwanderung aus dem Trentino im 19. Jahrhundert
13 maggio – 26 ottobre 2021
Tiroler Volkskunstmuseum
Universitätstrasse 15, Innsbruck

Orari
Aperta ogni giorno dalle ore 9.00 alle 17.00

Biglietti
Ingresso intero 12 euro, ridotto 9 euro, gratuito fino a 19 anni e ai possessori della Innsbruck Card