“Ho una malattia si chiama fantasia: porta quasi all’eresia è considerata pazzia…”

-Alice in Wonderland-

Esiste un posto magico ed unico nel mondo (Leggete l’articolo con questa soundtrack). Un posto dove ogni cosa può accadere. Dove i gatti sono blu e svaniscono nel buio. Dove i bruchi fumano i narghilè. Dove farfalle giganti volano. Un posto dove puoi volare anche da umano. Dove ti puoi vestire di polvere di stelle. Esiste un posto dove i nomi dei Re Magi vanno scritti sulla porta con un gesso bianco. Un posto dove i diavoli rincorrono i bimbi per strada e seguono un santo vestito di rosso. Esiste un posto dove maschere strane ballano e cantano una musica tutta loro, come una deliziosa serenata malinconica. Un mondo che ricorda i film di Tim Burton per quella sua aria magica ed inverosimile.

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Le castagne giocano un ruolo importante nell’atmosfera natalizia.
Foto: © Fabiana Villotti

Al tempo che fu…

Ai tempi di streghe, cavalieri ed incantesimi tutto ciò era la realtà, ma ora? Che fine a fatto tutto ciò? Esiste un mondo magico creato dalla fantasia degli uomini che rende anche i sogni più inimmaginabili ed impossibili, realtà plastica e tangibile. Questo posto si chiama Innsbruck.

Innsbruck è il magico risultato della più potente e bella magia esistente sulla terra: la fantasia. Immaginativi mondi sconosciuti, navi volanti che solcano il cielo e fuochi in montagna. Immaginatevi diavoli che cantano e ballano con il fuoco in quella che sembra una danza della morte, ma che in realtà celebra ciò che c’è di più bello al mondo: la pace, la libertà e l’amore. Vi siete mai chiesti quali sono le tradizioni tirolese natalizie e da dove nascono?

Io, sì.

Tradizioni ed Unesco

Le tradizioni sono un pezzo di noi. Sono una fiamma della nostra cultura e quindi del nostro essere e caratterizzano tutto ciò che c’è in noi e che ci circonda. Innsbruck è stata coniata sulla base delle sue tradizioni centenarie. Quelle che potrebbero sembrare esasperazioni di un sentimento natalizio quasi troppo marcato che vira al grottesco, sono in realtà manifestazioni di un sentimento vero. Tra tutti gli usi e costumi tradizionali protetti e tutelati dall’ Unesco come lascito culturale immateriale ce ne sono alcune che mi fanno sorridere ed altre che mi ricordano certe leggende di casa mia.

Esiste una tradizione (Anklöpfeln im Tiroler Unterland) qui ad Innsbruck, e dintorni, che consiste nel bussare alle porte intonando canti natalizi, con tanto di trombone, tromba, fisarmonica e chi più ne ha più ne metta. Mi ricorda un misto tra una malinconica serenata, una ballo ottocentesco e i canti di montagna. Il tutto fuso ed incorniciato dai portici della città vecchia.

I Krampus

Tanti di voi si chiederanno chi sono, o meglio cosa sono questi fantomatici Krampus. Ebbene i Krampus sono dei diavoli fondamentalmente. Sono delle creature magiche, ed al contempo inquietanti che popolano la città il 6 dicembre. E sapete una cosa? Ne ho fermato uno per strada. Ecco adesso voi starete pensando: Che vuoi che sia?

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Come nelle migliori favole i bambini si scontrano con i demoni.
Foto: © Arman Ha

Sì, ma voglio ben vedere, quanto sia facile evitare la frusta di queste bestioni. I Krampus sono presenze, più che tangibili e ben poco silenti, che popolano le strade di Innsbruck e gran parte dei paesi di lingua tedesca nel circolo alpino-bavarese che accompagnano il santo Nicola nella sera del 6.12. Sono alcune tra le leggende e tradizioni più note dell’ambiente mitteleuropeo. Delle “bestie” a grandezza d’uomo, infatti sotto ci sono degli uomini travestiti (solo uomini), con delle sembianze animalesche, con zampe da capra e un manto dal pelo lungo che li ricopre, oltre alla testa che è un misto tra un Chupacabra e la Bestia del film la Bella e la Bestia.

Attenzione però ai Krampus! Qui ad Innbsruck non fanno niente, ma a Salisburgo, Bressanone e Vipiteno rincorrono i malcapitati con fruste a mo’ di Indiana Jones, oppure vi prendono e coprono il visto di una sostanza simile alla pece.

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Sono in ogni dove e caratterizzano l’atmosfera.Foto: © Fabiana Villotti

Qualcosa di simile esiste anche nelle leggende di casa mia, solamente che da noi si chiamano “Cavezài”. Prendetemi anche per una persona leggermente macabra ( io elevo Tim Burton & Co. all’Olimpo) ma questa storia dei Krampus-Cavezài mi ha sempre preso. Sarà l’idea di una capra gigante che ti rincorre.. però se ti prende sono danni… Eppure i Krampus servono per sconfiggere il malocchio. Rappresentano i nostri incubi, le nostre paure, e i demoni che ci portiamo dietro. Ovunque.Sempre.Con noi.

La festa dei folli ad Axams e la cavalcata dei “Wampeler”

Adesso vi dovete preparare perché la cosa qui diventa seria. Per i prossimi paragrafi qui parleremo di Carnevale. Mühlau, Arzl, Rum, Thaur e Absam. Vi dicono niente? No? Ok, adesso a mo’ di Indiana Jones ( quanto amo quell’uomo) vi dico che in realtà questa lista di paesi nel distretto di Innsbruck, formano un acronimo. Oh yes! Ed ecco a voi l’Arca Perduta ( ve l’ho detto che io ho fatto di Indiana Jones una malattia, ma quella è colpa di mio papà).  I MARTHA-Dörfer sono questo gruppo di paesi che hanno una particolare tradizione che li accomuna: il Carnevale. E signori permesso, perché qui la cosa è seria come Indiana Jones alle prese con il Santo Graal, parliamo di almeno 800 persone in maschera.

Appena ho visto le foto, ho pensato:ma questo mi dà tanto di casa mia… anche noi abbiamo una manifestazione simile per il Carnevale, o meglio.. le maschere si assomigliano. Di legno, grottesche e che ricordano tanto dei personaggi di qualche cartone animato. L`unico particolare è che da noi non corrono con una pancia finta per le strade. È questo ciò che adoro delle tradizioni diverse dalla mie… non finisci mai di stupirti. Ed apriti cielo, ad Axams c’è una vera e propria gara con uomini vestiti a mo’ di omino Michellin, con una camicia bianca e una gonnella rossa.

Braveheart alla tirolese

Una sorta di Braveheart tirolese in poche parole. E si devono spingere e fare cadere in una “lotta” corpo a corpo. Comunque lo scopo di questa “lotta” era in realtà un’iniziazione. La famosa prova di coraggio, che in alcune parti del mondo si faceva con il Salto sul fuoco, con un leone, un orso, un lupo… qui è una Guerra corpo a corpo, circondati da maschere tradizionali. Inoltre la festività in sé rappresenta l’anello di congiunzione e distacco al tempo stesso, tra inverno e primavera. Una specie di Giorno della Marmotta americano. Comunque, immaginatevi le strade asfaltate che si colorano di questi omini “rotondi” che corrono come matti e disperati  e quindi vi riuscirete anche ad immaginare il divertimento e le risate generali, tra streghe, sarte e una coppia bavarese (tutti in maschera).

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Avanti tutti miei prodi. Nessun prigioniero!!! © TVB Innsbruck / Fasnachtsverein Axams

 

Per questo il Carnevale era celebrato in tempi antichi come la Festa dei Folli: per togliere al mondo tutto quel grigiore e Horror vacui medievale ed colorare la vita con il più bello dei colori, la risata. Ed in effetti non c’è niente di più folle e meravigliosamente perfetto di una risata che viene appunto… dalla pancia.

Giusto per capirsi.. Wampeler, nel dialetto locale, potremmo tradurlo con “Pancioni”.

Maschere fantastiche e dove trovarle : a Rum ( il Carnevale Rumer Muller)

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Come del divertimento ne è stata fatta una questione di vita. © TVB Innsbruck / Tommy Bause

Io a Rum ci sono stata poche volte, a far la spesa, per cercare una pasticceria (ma sono finita ad Hall.. sempre sto orientiering) e perché ho sbagliato bus per andare ad un concerto, ma mi sa che questa volta ci faccio un salto più che volentieri. Ve l`avevo detto che il carnevale qui è una cosa seria, ed io non posso che esserne felice. Conoscete gli Halbweiße? No eh? Neanche io, ma mi dava tanto di Mezzosangue. Facciamo così, ci andiamo insieme. Tutti a Rum a vedere il carnevale, le cui maschere sono dedicate agli elementi che ci circondano:inverno e primavera, buono e male… Andiamo?

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Corri e balla, balla e corri, corri e balla… ed avanti ACROSS THE UNIVERSE © TVB Innsbruck / Stalzer

In effetti analizzando meglio e provando a capire ancora con maggior precisione le tradizioni tirolesi, sono rimasta stupita. Pensateci un po’. Quello che per noi è un periodo di gioco, di festa e quant’altro, qui è visto come una cosa veramente seria. Il Carnevale non serve solo a divertirsi, bensì anche a scacciare il malocchio e celebrare la vita. Per questo ci sono così tante festività legate alla “Fasnacht” qui nei dintorni di Innsbruck.

P.S.si balla anche..quindi cosa state facendo ancora davanti al computer? Veloci tutti in Tirolo.

Polverino Farinelli a Mühlau (Die Mühlauer Muller)

Io ho un libro preferito. Non prendetemi per malata, ma quando ero piccola mia mamma mi aveva regalato “Le quattro stagioni di Boscodirovo” e da allora è rimasto il mio libro preferito. Una delle storie che mi piacevano di più era “Racconto d’Estate”, dove si narrava del matrimonio tra due topini di campo: Polverino Farinelli e Papaverina Smeraldini ( e fortuna mi assiste. Vedi di assistermi anche sotto esame!) e lui è un mugnaio, ma uno di quelli potenti. Uno di quelli che esce bianco, ma proprio bianco dalla porta di casa. E quindi è stato abbastanza palese che io abbia pensato a lui.

Il Carnevale di Mühlau è basato interamente sulla tradizione dei mulini della zona ed è l’unico carnevale che si distingue dagli altri. La parata viene aperta dal Mugnaio appunto, travestito con le solite maschere di legno, vestito di bianco. Seguono altre figure, come il mungitore e tante tante altre, talmente colorate che tante volte risulta difficile indovinare chi possano essere.

La “spedizione” si conclude in una sala dove viene realmente prodotta la farina, dove il tutto si festeggia con danze e balli, durante il quale il Mugnaio invita una “Mädl” ( ragazza) a ballare il Valzer. E come le storie di Boscodirovo mi hanno insegnato, non è mai troppo tardi per sognare e mai troppo presto per celebrare la tradizione.

Quindi perché Burton?

Perché le tradizioni tirolesi sono come un film di Tim Burton: da togliere il fiato come una scultura di Edward Mani di Forbice, toccanti come Big Fish, incantevoli come Emily della Sposa Cadavere, fantascientifiche come Batman e soprattutto uniche e speciali come i bambini di Miss Peregrine.

E manca ancora molto da raccontarvi, manca il meraviglioso carnevale super-colorato di Telfs  (Telfer Schleicherlaufen) con maschere di legno e costumi di muschio, manca ancora il lancio del lazo di Axams, che farebbe sbiancare i nostri sbandieratori senesi per la brutalità della fune.

Beh? Avete letto fino alla fine? E non avete ancora prenotato? Vi avevo già invitato a casa mia ad Innsbruck, in Austria e quindi? Quindi se siete già stati qui, avete anche voi avuto l`occasione di vedere questo mondo le cui tradizioni sono la perfetta fusione tra realtà e fantasia… e se non ci siete ancora stati… ripeto, cosa state facendo ancora davanti al computer?